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L’esercito cinese di terracotta a Xi’an.

Esercito di terracotta a Xi'an


Alla periferia della città di Xi’an, nella provincia cinese di Shaanxi, a sud-ovest di Pechino, da cui è raggiungibile con l’aereo o in 16 ore di treno, si trova il Mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huang che regnò dal 246 al 221 a.C. Si tratta di un’enorme testimonianza del passato collocata su una superficie di 56 km quadrati.

Museo di Xi'an


La città vanta numerosi musei che dovrebbero raddoppiare entro il 2012 arrivando a 130, praticamente un museo ogni 80.000 abitanti. Xi’an è nota come la capitale di ben 13 dinastie cinesi. Il ritrovamento più celebre, accaduto per caso, risale al 1974 quando alcuni contadini, impegnati in operazioni di scavo, diedero il via allo straordinario ritrovamento di 6.000 statue in terracotta.

Le statue sono le copie perfette dei guerrieri dell’esercito imperiale, in grandezza leggermente superiore rispetto a quella reale, considerando che sono alte da 1,75 a 1,95 metri. L’aspetto più sbalorditivo è il realismo con cui furono realizzate, raffigurando anche soldati mutilati, ognuno con un volto diverso e i lineamenti tipici della regione da cui provenivano, con armi e vestiti differenziati.

Guerriero imperiale


Sono rappresentati ufficiali, cavalieri, arcieri, fanti, alabardieri, balestrieri e circa 100 carri trainati da 400 cavalli. Il modo in cui sono disposte le statue conferma l’intenzione di averle costruite come se fossero pronte ad un’imminente battaglia, contro chi, non si sa esattamente, forse per scoraggiare un nemico reale o per difendere l’imperatore contro gli spiriti maligni di cui, in vita, pare avesse una paura folle.
L’imperatore non era nuovo a imprese megalitiche, infatti fece anche costruire la Grande Muraglia per difendersi dai nemici. Dal 1987 il mausoleo di Qin Shi Huang è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Un piccolo drappello di 13 soldati fa bella mostra di sé a Milano presso il Palazzo Reale fino al 15 settembre 2010 nell’ambito della mostra “I due Imperi: l’aquila e il dragone” che illustra il confronto tra le dinastie cinesi Qin e Han e l’Impero Romano.
Luciana Cattaneo

ODESSA


Con più di un milione di abitanti, Odessa è la terza città per grandezza dell’Ucraina.
Si affaccia sul Mar Nero, tra le foci dei fiumi Dnestr e Dnepr, e la sua costa ricca di insenature naturali è uno dei motivi principali del suo fascino agli occhi del visitatore.
E’ una città antica nella quale vive una numerosa comunità ebraica, con pianta quadrata e larghe vie regolari che si intersecano ad angolo retto.
Cresciuta in modo significativo nel corso del XIX secolo sia sotto il profilo demografico che quello urbanistico, Odessa è stata teatro di molti racconti letterari e cinematografici.
Tra i principali si ricordano la Corazzata Potemkin e i Racconti di Odessa di I. E. Babel.

A pochi passi dal mare, ma già nel centro della città, si erge il teatro dell’opera e del balletto, costruito tra il 1884 e il 1887 da eclettici architetti viennesi.
Interessanti e ricchi i musei che la città ospita: c’è il Museo archeologico nel quale sono raccolti preziosi tasselli della storia greca e romana nel Mar Nero, il Museo di arte occidentale e orientale, il Museo storico-etnografico, il Museo della Letteratura, il Museo della Gloria Partigiana.
Quest’ultimo, in particolare è rappresentato da una rete di gallerie utilizzate durante la seconda guerra mondiale come rifugio dai partigiani e si trova presso il villaggio di Nerubayske, all’estremità nord occidentale della città.

Odessa è la città natale dello scrittore ebreo Isaac Babel e della poetessa Anna Achmatova, mentre nel 1847 è ivi morto lo scrittore e patriota bulgaro Vasil Evstatiev Aprilov.

Federica Ferri

Su Nuraxi e i segreti di Barumini

Nel medio campidano si può ammirare un antico e misterioso complesso architettonico: il Nuraxi di Barumini. Dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, si tratta del più grande complesso nuragico attualmente scoperto in Sardegna, costituito da un nuraghe e dal villaggio che lo circonda. Scavato completamente tra 1949 e il 1956 sotto la guida di Giovanni Lilliu, ha permesso lo studio approfondito sugli usi e i costumi della civiltà che occupava la Sardegna tra il XIII e il VI secolo a. C. e hanno permesso di ripercorrere le diverse fasi della costruzione della reggia e del villaggio circostante, confermando che l’intero complesso rimase in uso fino al I secolo a.C., in età romana.

Su Nuraxi

Tuttavia, nonostante i numerosi studi e approfondimenti, i nuragici appaiono ancora come un popolo lontano e atavico, circondato dal mistero di secoli di storia.

Nel centro storico di Barumini i Marchesi Zapata fecero costruire la propria dimora nel punto più alto del centro abitato: uno splendido palazzo seicentesco, ora aperto al pubblico e adibito a museo. Durante i lavori di restauro del palazzo è stato trovato un altro nuraghe, denominato da Lilliu “Nurax’e cresia”, data la sua vicinanza con la chiesa parrocchiale. Gli scavi, condotti con le tecniche più moderne, hanno portato all’inagurazione nel 2006 del complesso che permette di vedere le fondamenta nuragiche, con delle pavimentazioni in plexiglass e legno, mentre si visitano le sale del palazzo secentesco che ospitano le sezioni archeologiche, storiche ed etnografiche dell’esposizione permanente.

Immancabile una visita al Centro di Comunicazione e di Promozione del Patrimonio Culturale “Giovanni Lilliu”, un polo museale che dispone di un’ampia sala congressi attrezzata, sale riunioni ed uffici, dedicata all’archeologo e pubblicista che ha dedicato l’intera vita allo studio della storia della terra in cui è nato e cresciuto. Una vita dedicata all’archeologia nuragica e alla storia delle antiche civiltà sarde.

Denise Salis

BARCELLONA – MUSEO PICASSO


Meta obbligatoria di tutti gli appassionati di Picasso, il museo di Picasso si trova a Barcellona, nel Palau Reial Mayor, nel centro del quartiere Gotico.
La struttura, che si articola in due distinti palazzi posti l’uno accanto all’altro e risalenti al XIII e al XIX secolo, contiene soprattutto capolavori spagnoli, ma offre anche una quantità straordinaria di pezzi medievali di diverse provenienze e, con i suoi dipinti sui muri, tombe, una piscina, rovine scavate dalla terra, rappresenta essa stessa una meraviglia da vedere.
Ovviamente, preponderante importanza hanno le 35.000 opere esposte firmate Picasso attraverso le quali è possibile cogliere l’essenza dell’ingegno, dell’estro e della capacità straordinaria dell’artista senza tempo.

A Barcellona la famiglia di Picasso si trasferì nel 1895. L’artista si fece ispirare dalla città spagnola fino al 1904 quando si spostò a Parigi. Egli disse sempre che a Barcellona trovò l’atmosfera ideale per esprimere il suo genio ed è proprio in omaggio al rapporto speciale che Pablo ebbe con la città, che Barcellona pensò al Museo, segno tangibile del passaggio dell’artista in terra catalana.
La collezione presente viene continuamente aggiornata, per soddisfare la curiosità dei numerosissimi visitatori (circa un milione all’anno). Resta, comunque, perenne la sistemazione dei dipinti in ordine cronologico che parte dalle opere realizzate nella prima infanzia, quando il pittore viveva con i genitori a Malaga, fino alle realizzazioni degli ultimi anni di vita.

La partizione in sezioni che ripercorrono i vari periodi del pittore da quello blu a quello rosa, appare una scelta vincente, capace di dar conto dello sviluppo del pensiero di ricasso nel tempo.
Tra le opere più apprezzate spiccano gli autoritratti, la serie Meninas (ispirata a Velàsquez), otto rappresentazioni di Pichones, delle acqueforti sul tema della tauromachia e delle litografie.

Federica Ferri

PICCOLE ANTILLE – l’arcipelago delle Grenadine


Le 32 isole che compongono l’arcipelago delle Grenadine rappresentano una delle destinazioni più ambite per gli amanti dello yacht e della barca a vela.
Solo sette piccole isole sono abitate e si distribuiscono tutte come una collana di gemme su un tratto di 64 km. che va da St. Vincent a Grenada.
La maggiore è l’isola di Bequia, che si trova a 14 Km da Saint Vincent. Famosa per la Princess Margaret Beach è l’isola più attrezzata in cui i turisti possono trovare un po’ di vita notturna ed una piccola comunità commerciale con negozi, una banca ed un internet cafè.
Accanto, l’isola privata di Mayerau vanta una popolazione di sole 180 persone, alcune delle quali discendenti dagli schiavi africani.

Le barriere coralline di Bequia, Canouan e Mayreay per le immersioni offrono i siti più spettacolari che si possono trovare al di fuori del Pacifico.
Per raggiungere l’arcipelago senza yacht o una barca a vela, vi sono traghetti e barche che salpano giornalmente da St. Vincent.

Imperdibile a sud dell’isola di Bequia c’è il museo della caccia alla balena, aperto da un fiocinatore di balene. La porta di ingresso è incorniciata dalla mandibola di una balena.
A Mustique, piccola isola di 8 kmq composta da circa 80 case – la maggior parte di proprietà di personaggi famosi come Mick Jagger – meravigliose sono la Britannia Bay e la Marconi Bay.
Lì esiste un unico ristornate, il Basil’s bar, dove si mangiano molluschi pescati nella zona.
Sull’isola di Canouan si trova un campo da golf di lusso, l’unico delle Grenadine, incorniciato dalla splendida spiaggia della Windward Bay.

Federica Ferri

Corsica, una, tante vacanze….

La Corsica è un’isola in cui molte culture hanno apportato tanti saperi e tradizioni e questo le permette di offrire, al turista, una vacanza dalle innumerevoli possibilità.

Non solo spiagge bellissime, come quelle del Golfo di Porto, ma anche monti incontaminati. Una dorsale montuosa percorre l’isola trasversalmente, da nord-ovest a sud est, in cui la cima più elevata è il monte Cinto (2706) a soli 28 Km dal mare. Questo territorio rientra nel Parco Naturale della Corsica, costituito negli anni settanta e al suo interno spicca la riserva naturale di Standola, patrocinata dall’Unesco.

Riserva naturale di Scandola

L’isola è stata caratterizzata dalla presenza italiana che ha lasciato tracce sia nella cultura del luogo, sia  nella lingua, che nell’arte. Il museo Fesch di Ajaccio (Capitale) ospita la più vasta collezione di pitture italiane in Francia dopo quella del Louvre.

Invece fra i pittori Corsi, esponenti dell’arte contemporanea, si possono menzionare Lucien Peri, i, Pierre Dionisi o Jean-Baptiste Pekle.

La cucina, altra espressione della cultura, risente anch’essa di una influenza italiana a darne conferma il nome dei salumi prodotti in loco il “lonzu” di filetto di maiale o gli scuri “figatelli”, salsicce affumicate fatte di frattaglie di maiale.

Se invece vogliamo assaporare piatti più leggeri cosa non c’è niente di meglio del pesce fresco con il quale viene preparata la “aziminu” una zuppa tipica, oppure triglie e branzini cucinati alla brace bruciando tralci di vite che donano un aroma particolare. Per i palati ancora più ricercati cozze e ostriche fresche provenienti da un mare limpido e pulito.

Le strette strade, che percorrono l’isola, impongono un andamento rilassato permettendo di godere del panorama, per giungere ad uno dei tanti piccoli paesi o per scoprire qualche spiaggia nascosta, non affollata e non chiassosa, dove è possibile scegliere in libertà dove distendere il proprio telo e i propri pensieri.

Costanza Tistarelli

BERGEN E TROLDHAUGEN: Norvegia


Fondata nel 1070 e situata a 558 Km a ovest di Oslo, nel Medioevo Bergen fu la capitale del Regno di Norvegia.
Il quartiere affacciato alla banchina Bryggen (che significa proprio “il molo”), un tempo era il punto di incontro perfetto tra terra, mare e commercio, pieno di magazzini e osterie.
Oggi è molto cambiato, ma le antiche tracce di un prezioso passato si possono ritrovare perfette come una volta nel Museo Anseatico che si affaccia proprio sul molo entro uno dei pochi edifici scampati alla serie di incendi di cui la città fu vittima.
La partecipazione alla Lega Anseatica - l’antica alleanza tra le città che nel tardo medioevo mantennero il monopolio dei commerci su gran parte dell’Europa settentrionale e sul mar Baltico – segnò molto Bergen. Ancora oggi è possibile visitare la chiesa romanica di Santa Maria, gioiello del XII secolo, che per anni rappresentò il punto di riferimento per i mercanti della Lega.
Esistono poi ancora le tipiche case in legno colorato, in particolare color ocra e rosso mattone, che caratterizzarono per secoli tutto il nord Europa.
A sud di Bergen si trova Troldhaugen (la collina dei Troll), dove sorge la villa ottocentesca di Edvard Grieg (1843-1907). Fu la villa in cui il famoso musicista e compositore usava ritirarsi durante l’estate.

Proprio in omaggio all’artista che a Bergen è sepolto insieme alla moglie, vengono organizzati durante l’estate e l’autunno numerose manifestazioni. Ad attrarre numerosi visitatori è in particolare il Festival Internazionale di Bergen che propone i generi musicali più diversi.
Dalla città, circondata da sette monti, è possibile addentrarsi nella terra dei fiordi.

Le possibilità sono variegate: con un giro in autobus a Stalheim è possibile ammirare la valle in basso. Da Gudvangen si può, invece, risalire il fiordo più stretto della Norvegia, oppure dalla città di Flam con lo storico trenino si può salire di 870 metri attraverso una gola fino a Midral.
Senza dubbio quest’ultima è la più emozionante delle alternative. Si tratta, infatti, di percorrere 19 chilometri in quarantacinque minuti tra tornanti mozzafiato e gallerie spettacolari passando tra incantevoli cascate.

Federica Ferri

Bordano, tra farfalle vere e finte

Bordano, murales


Bordano è un piccolo paese in provincia di Udine, la cui ricchezza di micro habitat favorisce nella tarda primavera la presenza di un numero straordinario di farfalle. Per celebrare questa particolarità, su molti edifici sono presenti murales di varie fogge e dimensioni che raffigurano le farfalle. Gli esemplari veri, liberi di volare, possono essere ammirati nella famosa “Casa delle farfalle”, il museo a loro dedicato. Qui è possibile addentrarsi in diversi ecosistemi tropicali: la foresta pluviale africana, quella asiatica ed amazzonica con tanto di animali vivi quali l’iguana rinoceronte, le volpi volanti e molti insetti. Numerosi sono gli eventi organizzati nel 2010 dalla Casa delle farfalle. Dal 29 maggio al 6 giugno si terrà la mostra dedicata alle piante carnivore, con diverse conferenze e consigli per la loro coltivazione domestica.
“La notte delle farfalle” il 19 giugno è una visita guidata notturna dove, muniti di torce, sarà possibile osservare il volo di gigantesche falene e vedere altri animali che vivono di notte nella foresta tropicale.
Il 27 giugno si terrà il “Butterfly Safari”,una passeggiata all’aperto alla ricerca di farfalle rare e colorate.

Nella Casa delle Farfalle, Bordano


Con il Camaleonte Day, il 4 luglio, si potrà osservare da vicino questo insolito animale e le sue abitudini. “Tartarugando”, il 18 luglio, permette di ammirare dal vivo diverse specie di tartarughe , sia acquatiche che terrestri, Durante la manifestazione “Ophidia il fascino dei serpenti” dal 4 al 12 settembre, diversi esemplari saranno esposti in terrari appositamente allestiti. In ultimo “Ragni & co” dal 18 al 26 settembre, un appuntamento con ragni e aracnidi provenienti da tutto il mondo. Tutte le iniziative prevedono attività didattiche e ricreative per i più piccoli.
Luciana Cattaneo

Turismo in Germania: la Ruhr, tra archeologia industriale e cultura.

La Regione della Ruhr


La Ruhr, situata nella Renania settentrionale-Westfalia, a nord di Düsseldorf, è una delle aree maggiormente urbanizzate d’Europa. Qui vivono circa 5,3 milioni di persone su una superficie di 4.400 km. Dopo la chiusura, a partire dagli anni ‘80, di numerose acciaierie, fonderie e miniere, molte strutture utilizzate per 50 anni dall’industria pesante sono state trasformate in luoghi per la cultura e il tempo libero. Ad oggi, sono presenti sul territorio circa 200 musei, alcuni dei quali situati in vecchie miniere, 120 teatri, 100 centri culturali, 100 sale da concerto, 3.500 strutture di archeologia industriale, parchi, centri commerciali e impianti sportivi. Anche il settore del turismo si è adeguato a questa trasformazione, tanto da proporre un itinerario della cultura industriale su un percorso di 400 km, lungo il quale si incontrano le città di Dortmund, Duisburg, Oberhausen e Essen. Sono presenti anche numerosi percorsi ciclabili lungo il corso del fiume Ruhr, che dà il nome all’intera regione, dove si alternano paesaggi naturali incantevoli a eredità dell’era industriale.

L’ex-miniera Zollverein, a Essen, è stata riconosciuta dall’Unesco nel 2001 patrimonio dell’umanità. Nel 2010, Essen e l’immensa area metropolitana della Ruhr sono state nominate capitale europea della cultura. Nel corso dell’anno sono in programma numerosi eventi, tra i quali festivals, mostre e spettacoli dedicati ai temi del cambiamento e della cultura. Tra le sedi delle manifestazioni nella città di Essen vi sono il nuovo Museo d’arte moderna e contemporanea Folkwang, disegnato in ferro e vetro, e il Museo della Ruhr situato nel pozzo principale di estrazione del carbone, dove si trovano sezioni dedicate alla geologia, all’archeologia e alla storia dello sviluppo industriale, oltre alla più importante raccolta fotografica della regione.
Luciana Cattaneo