Viaggi Che Blog!

Informazioni, consigli, testimonianze!
Home » Posts tagged 'arabi'

Caltagirone, gli Arabi e la ceramica

Caltagirone, Catania


Chi arriva a Caltagirone, la trova arroccata sulle colline, come in una cartolina. Cittadina siciliana, in provincia di Catania, merita assolutamente di essere visitata per diverse ragioni. La principale è la sua millenaria tradizione ceramica che è rimasta salda, attraverso le varie epoche storiche, alternando periodi di splendore e decadenza. Furono soprattutto gli arabi che conquistarono la Sicilia nell’827 a lasciare il segno e a lanciare la produzione artigianale locale. Non per niente, Caltagirone deriva dall’arabo Qal’at al Ghiran che significa Rocca dei Vasi. Intorno al 1400, agli artigiani ceramisti di Caltagirone fu concesso da Alfonso d’Aragona, regnante della dinastia che dominava allora la Sicilia, di vendere i loro manufatti in tutto il Regno senza l’applicazione dei dazi doganali.

Piatto in ceramica


Questa concessione contribuì ulteriormente alla diffusione della ceramica calatina e anche all’ossorbimento dell’influenza catalana. A seguito del terremoto del 1693 che distrusse completamente le botteghe, gli artigiani, dapprima duramente colpiti, fecero rifiorire la tradizione con una produzione sempre più estrosa, anche di oggetti quotidiani andati persi con il terremoto, come candelieri, acquasantiere, bottiglie, lucerne e vasi. Il ‘700 rappresenta un periodo di grande fulgore, mentre l’800 segna il declino della tradizione artigianale. All’avvento delle produzioni di ceramica in serie, sopravvissero solo pochissimi ceramisti che, comunque, furono fondamentali per tramandare la memoria storica e artistica che tuttora la contraddistingue.

Numerose sono le botteghe a Caltagirone dove viene prodotta e venduta la ceramica locale, caratterizzata da colori che variano dal giallo tenue al giallo-arancio a varie tonalità di verde e blu. Il rosso è poco presente, se non quasi del tutto assente, perché non specifico della tradizione araba. I motivi decorativi sono solitamente i soggetti floreali con il caratteristico motivo che ripropone la forma della palma. Innumerevoli sono gli oggetti creati in ceramica.

Cassetta della posta in ceramica


Dalle tipiche piastrelle in maiolica, denominate “tozzetti”, per i quali non è raro incontrare turisti che dall’Italia e dall’estero giungono qui ad ordinarli in grandi quantitativi approfittando del viaggio in Sicilia , agli orologi, ai portauovo, ai piatti , alle balconate e alle composizioni decorative per le facciate delle case, in un tripudio di forme e colori.
Al Museo della ceramica, edificio del ‘700 decorato con maioliche, è possibile scoprire le origini e lo sviluppo di quest’antica arte. Caltagirone ha dedicato alla ceramica anche una scuola, l’Istituto Statale d’Arte per la Ceramica fondata agli inizi del ‘900.
La maggior parte delle botteghe di articoli in ceramica si snodano lungo la famosa Via Roma, una scalinata di 142 gradini in lava, ognuno ornato in modo diverso, che in primavera dà luogo alla famosa “Infiorata”. Da non perdere anche la produzione natalizia di presepi che, in realtà, inizia già nel mese di ottobre.
Luciana Cattaneo

Malta, il rifugio sicuro

La Valletta


L’arcipelago maltese, situato a circa 100 km a sud della Sicilia, è composto da due isole principali, Malta, lunga solo 34 km e Gozo, dall’isolotto di Comino e da alcuni scogli minori. Malta è stata sempre abitata a partire dal 5200 a.C. Infatti, un’importante civiltà preistorica era già presente sulle isole prima ancora dell’arrivo dei fenici che la colonizzarono dall’800 al 218 a.C , seguiti dai Cartaginesi. Furono i Fenici a darle il nome di “Malat” che significa “rifugio sicuro”. In seguito fu assorbita dall’Impero Romano e nel 60 d.C. S. Paolo naufragò sull’isola, convertendo, secondo la leggenda, la popolazione dell’isola al cristianesimo. Nell’870 arrivarono gli Arabi che esercitarono una notevole influenza sulla lingua e sull’agricoltura. In seguito, Malta e le sue isole furono per secoli la sede dell’Ordine dei cavalieri dell’ospedale di San Giovanni e successivamente appartennero all’Impero britannico, finchè nel 1964 ottennero l’indipendenza dalla Gran Bretagna. Dal 2004 fa parte dell’Unione Europea e la valuta corrente è l’Euro.

Le lingue ufficiali sono il Maltese e l’inglese, mentre la lingua italiana è generalmente parlata soprattutto dalle nuove generazioni. La lingua Maltese è l’unica lingua semitica rimasta in uso, ed è un misto di arabo, italiano e inglese. Malta è un’isola eclettica, dove le influenze arabe e nord-africane si mischiano a quelle occidentali e la cucina si ispira a quella siciliana.

Templi di di Ġgantija


Nel piccolo arcipelago si possono incontrare attrazioni e testimonianze storiche molto diverse tra loro. I monumenti più antichi sono i templi megalitici di Ġgantija a Xagħram sull’isola di Gozo e Ħaġar Qim e Mnajdra sulla costa sud-occidentale di Malta, costruiti tra il 3800 e il 2500 a.C., i più antichi del mondo. La capitale La Valletta spicca per il suo stile barocco. Dal punto di vista naturalistico, le coste sono generalmente alte e rocciose predominanti rispetto alle spiagge sabbiose. Per quanto riguarda l’intrattenimento, anche Malta ha la sua movida e, soprattutto a ferragosto, sono celebri le sue feste chiassose e coinvolgenti.
Luciana Cattaneo